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Crema solare: la scienza rivela le top 2021 (test INCI)

Stai preparando la borsa per il mare? Non dimenticare la crema solare! Del resto se vuoi abbronzarti senza ustionarti e se vuoi sfoggiare una bella tintarella senza poi fare i conti a casa con una fastidiosa spellatura, non hai alternative. Sì, lo sappiamo: pur stando attenta e prendendo il sole in maniera responsabile, in passato hai rimediato comunque scottature e fastidi cutanei.

Beh, siamo quasi sicuri che ti sia accaduto perché non avevi con te la giusta crema solare. Alcuni prodotti infatti possono dirsi di buona qualità, altri poco più che specchietti per le allodole. A rivelarti come stanno veramente le cose è l’INCI, la lista degli ingredienti utilizzati per mettere insieme il cosmetico. Lo hai mai letto con attenzione?

Nelle prossime righe ti daremo qualche dritta utile alla scelta della tua futura crema solare, cercando magari di capire come interpretare al meglio tutti quei paroloni che trovi nell’INCI. In più ti daremo qualche piccolo consiglio per gli acquisti. Tu non dovrai far altro che memorizzare, mettere in pratica durante lo shopping e… goderti la spiaggia avvolta nel caldo abbraccio del sole e della tua fidatissima crema solare.

Crema solare: i 3 punti utili alla scelta

La Food and Drug Amministration (detta anche FDA) è un ente attivo nel settore della salvaguardia della salute pubblica. In particolare il suo compito è quello di regolamentare, tra le altre cose, l’immissione sul mercato di alimenti e farmaci, controllando sempre che essi non contengano sostanze tossiche o pericolose per uomini ed animali.

Proprio quest’ente ha recentemente rilevato come circa il 73% delle creme solari attualmente in commercio sia in grado di assicurare una protezione dai raggi UV che, all’atto pratico, è decisamente inferiore rispetto a quella dichiarata. In più gli stessi prodotti contengono spesso degli ingredienti che non andrebbero utilizzati a cuor leggero.

Nel dettaglio troviamo infatti delle molecole capaci di interagire, negativamente è ovvio, con i nostri ormoni. Molte formule poi, come accennavamo, hanno poco o niente di protettivo ed a volte possono dirsi persino sensibilizzanti. Infine alcuni degli ingredienti utilizzati si deteriorano con facilità o addirittura, una volta esposti al sole, diventando inattivi o, peggio ancora, sensibilizzanti.

Insomma: scegliere una crema solare di buona qualità potrebbe non essere facile come credevi. Stesso discorso vale per creme doposole e gli oli abbronzanti. Cosa fare allora? Tranquilla: non sarà necessario rinunciare alle spiagge assolate ed alla calda sabbia del tuo lido preferito. L’importante è però effettuare degli acquisti validi ed adottare sempre un comportamento responsabile. Ecco allora qualche linea guida.

I migliori principi attivi per una crema solare: quali sono?

Primo suggerimento da mettere in pratica quando deciderai di acquistare una nuova crema solare: cerca di individuare i suoi principi attivi. Per farlo dovrai ovviamente prestare attenzione all’INCI. Dalla lettura attenta di questi ingredienti potrai capire se quella che hai di fronte è una protezione solare di tipo chimico o fisico (minerale).

Le protezioni fisiche, la scienza ne è ormai certa, vantano un ridotto impatto tossicologico sulla cute. Vero è però che alcuni solari chimici riescono comunque a svolgere egregiamente il loro lavoro e senza arrecare danni alla salute. In generale comunque i prodotti chimici riescono a penetrare il corpo sino ad immettersi nel flusso sanguigno ed ad interagire con il sistema ormonale o altro. Se è vero poi che possono prevenire le scottature è anche vero che non proteggono più di tanto la pelle dall’invecchiamento causato dai raggi solari. I filtri fisici invece non vengono assorbiti, evitando a monte ogni tipo di problema ed interferenza.

Ma andiamo con ordine ed analizziamo alcuni dei filtri solari più utilizzati nella formulazione delle creme di più recente concezione. Piccola precisazione: oltre ai filtri qui elencati ne esistono altri che, al giorno d’oggi, possono dirsi sempre meno reperibili nelle ricette cosmetiche per via delle loro carenze in termini di protezione o per gli effetti nefasti prodotti sugli equilibri organici.

Filtri UV a basso impatto tossicologico: la scelta migliore

Chiaro è che la scelta in assoluto migliore è quella di acquistare un prodotto che contenga dei filtri UV a basso impatto tossicologico. Ma quali molecole possono rientrare nel novero? Innanzitutto il Mexoryl SX. Si tratta di una sostanza che ha ricevuto l’ok da parte della FDA in quanto capace di assicurare una protezione dai raggi solari stabile e durevole. La percentuale di penetrazione nella pelle si aggira su valori inferiori allo 0,16%. Ciò basta a non scatenare nei soggetti che ne fanno uso alcun tipo di allergia o di reazione ormonale anomala.

Abbiamo poi l’avobenzone, detto anche butyl methoxydibenzoylmethane. Si tratta di una delle migliori protezioni chimiche ad oggi conosciute, nonché dell’opzione in assoluto più gettonata dalle aziende cosmetiche di livello. La penetrazione nella pelle è anche in questo caso molto bassa e la sostanza non interagisce con il corpo alterandone gli equilibri ormonali. Su alcuni tipi di cute però questa molecola si rivela un sensibilizzante allergico. Il principio attivo qui in esame, tra l’altro, è poco stabile ed in un’ora di utilizzo perde circa il 36% della sua capacità filtrante. Una crema che si avvale di questa molecola come filtro va quindi spalmata con una certa frequenza.

Passiamo al bemotrizinol, detto anche bis-erhylhexyloxyphenol methoxyyphenyl triazine. Ancora una volta abbiamo per le mani un filtro chimico, ma di buon livello. Lo spettro protettivo che esso assicura è decisamente ampio (280-400 nm, ossia l’intera gamma coperta dai raggi UVA ed UVB). La molecola inoltre è fotostabile e non altera gli equilibri ormonali.

Il diossido di titanio invece è un filtro fisico, esattamente come l’ossido di zinco. Entrambi questi principi attivi offrono una protezione ad ampio spettro nonché la garanzia di un impatto nullo sul fronte allergico ed ormonale. Il diossido di titanio poi non penetra nemmeno in piccolissima parte nella pelle, l’ossido di zinco invece viene assorbito per percentuali più basse dello 0,01%.

Filtri UV a medio impatto tossicologico: un buon compromesso

Finora abbiamo esaminato i filtri in assoluto meno dannosi per il corpo umano. Purtroppo però gli ingredienti di qualità fanno spesso lievitare il prezzo dei cosmetici. In molti allora si orientano sui prodotti di fascia media, sui buoni compromessi insomma. Sarebbe sempre meglio fare un sacrificio e comprare un cosmetico più qualitativo (con il sole non si scherza!), ma in ogni caso ecco un elenco dei filtri UV a medio impatto tossicologico da ricercare in una crema solare di fortuna o un po’ più economica.

Iniziamo dall’octocrylene. Questa molecola è in grado di fornire una protezione ad ampio spettro. In più penetra nella pelle in percentuali pari allo 0,1%. Si tratta di un valore relativamente basso, ma non troppo rassicurante, soprattutto se tieni conto del fatto che è stato ritrovato persino nel latte che le donne producono durante la gravidanza o nei mesi che seguono al parto. In più questa sostanza va inclusa nella lista dei possibili sensibilizzanti allergici anche se ha un impatto nullo sul sistema ormonale.

L’ottossato (o anche octisalate) incapsulato invece è un filtro fisico capace ancora una volta di offrire una protezione ad ampio spettro, ma anche di penetrare la pelle in percentuali un po’ più importanti rispetto a quelle viste sinora. L’uso di tale sostanza può determinare delle reazioni allergiche a carico della cute, ma nessun fastidio ormonale.

L’ultimo elemento di questo gruppo è l’octinoxate (detto anche ethylhexyl methoxycinnamate). Siamo di nuovo al cospetto di una protezione ad ampio spettro con discrete capacità di penetrazione nella pelle (anche stavolta ne sono state trovate tracce nel latte materno). La sostanza agisce un po’ come un ormone ed altera in parte gli equilibri del sistema riproduttivo e della tiroide, nonché i normali standard comportamentali. Essa può determinare anche delle sensibilizzazioni allergiche.

Filtri UV ad alto impatto tossicologico: la scelta da evitare

I prodotti più scadenti ed economici sfruttano nelle loro formulazioni dei filtri UV ad alto impatto tossicologico. Inutile dire che sarebbe meglio evitare di acquistarli; vediamo insieme perché. Il meno nocivo dei filtri appartenenti alla categoria è l’homosalate. Si tratta di una molecola che assicura una protezione ad ampio spettro, capace di penetrare nella pelle sino ad essere assorbita dai dotti mammari e diventare parte della composizione del latte materno. Tale sostanza è inoltre un sensibilizzante per le pelli allergiche ed interagisce negativamente con alcuni ormoni (tra cui estrogeni, androgeni e progesterone).

La situazione non migliora di certo ricorrendo all’enzacamene (il 4-merhylbenzylidene camphor). Questa molecola, davvero molto presente nei prodotti più economici, assicura protezione soltanto dai raggi UVB. Essa si comporta un po’ come un estrogeno ambientale e produce degli squilibri sul sistema endocrino.

L’oxyvenzone (2-hydroxy-4-methoxybenzopherone) infine assicura sì una protezione ad ampio spettro, ma “vanta” una penetrazione cutanea oscillante tra l’1 ed il 9%. Inutile dire che diventa parte integrante del latte materno e che interagisce negativamente sul sistema ormonale (estrogeni ed androgeni). Può inoltre determinare delle alterazioni nel feto e si definisce come un sensibilizzante allergico particolarmente temibile.

Oli vegetali nell’INCI della crema solare: è tutto ok?

Iniziamo con una premessa: i raggi UVA sono in grado di penetrare la pelle sino agli strati più profondi causandone l’invecchiamento precoce. I raggi UVB invece restano ad uno strato più superficiale del derma, ma non possono per questo dirsi meno dannosi. Essi infatti producono fastidiose scottature, antiestetiche macchie cutanee ed addirittura possibili alterazioni del DNA. Insomma: esporsi al sole in maniera poco responsabile non è una bravata, ma qualcosa di decisamente più serio.

Detto ciò, ti suggeriamo di controllare sempre se nell’INCI sono presenti anche degli oli polinsaturi. Questi ultimi, una volta esposti al sole, possono perdere determinate caratteristiche organolettiche diventando dei sensibilizzatori cutanei. All’atto pratico quindi, almeno quando si parla di crema solare, dovresti evitare tutte le formulazioni che contengano olio di mandorle o di semi di girasole, di colza o di soia, di semi di cotone o di sesamo, di semi d’uva o di cartamo, di arachidi o di rosa canina. Tutto questo soltanto per citare i più diffusi.

Nel caso in cui dovessi avere qualche dubbio in proposito potresti googlare il nome dell’olio che ti ha destato sospetto vicino alle parole “profilo di acidi grassi”. Scoprirai così se quello che hai davanti è un olio polinsaturo, quindi un ingrediente da evitare, oppure no. Una precisazione: non per forza la formulazione del prodotto da acquistare deve essere priva di oli essenziali. L’importante è registrarne percentuali inferiori al 10%.

Va bene quindi quando questi oli occupano i posti finali dell’INCI perché vuol dire che sono effettivamente utilizzati in piccole quantità e con funzione emolliente. Una seconda precisazione: lascia perdere le creme solari home made. Spesso contengono ingredienti naturali ed apparentemente innocui. Purtroppo però la loro efficacia è dubbia.

Le creme solari devono contenere vitamina A?

No, assolutamente no. Il divieto tra l’altro dovrebbe estendersi anche a tutti i suoi derivati. Alcuni studi condotti nel 2012, ancora dalla FDA, hanno evidenziato come la presenza di retinolo, vitamina A e derivati nella formulazione di una crema solare possa essere messa in connessione con lo sviluppo di lesioni cutanee e, soprattutto, di tumori. Inoltre le stesse sostanze, una volta a contatto con la pelle, se esposte al sole possono diventare tossiche. No quindi a retinolo, acido retinoico, retinil acetato, retinil lonoleato, retinil palmitato e, soprattutto, alla vitamina A pura e semplice.

1) Vichy Capital Soleil

Vichy Capital Soleil  è una crema solare pensata soprattutto per le pelli grasse o miste. Una cute tendente al secco infatti ha normalmente bisogno di una maggiore idratazione e di un più profondo nutrimento quando esposta all’azione prolungata dei raggi del sole. Questo prodotto contiene un filtro solare SPF 50.

Si tratta quindi di una crema che può proteggere efficacemente i fototipi più chiari ed i soggetti più sensibili. Inoltre tale tipologia di filtro solare, unito chiaramente ad un tuo comportamento responsabile, può tranquillamente prevenire la comparsa di quelle macchie cutanee che tanto deturpano la pelle. Stesso discorso vale per i fenomeni legati all’invecchiamento precoce dell’epidermide.

Sebbene quella qui in esame sia una protezione abbastanza alta, non avvolge il corpo in una antiestetica nuvola bianca, ma anzi si assorbe con rapidità lasciando la pelle asciutta e pulita. Il prodotto poi può essere utilizzato anche come base per il trucco e quindi non per forza soltanto per sostare ore ed ore in spiaggia.

Nell’INCI di Vichy Capital Soleil  è presente anche dell’acqua termale con funzione fortificante e lenitiva. La formula resiste al bagnato ed al sudore, è priva di parabeni e non causa allergie. Tuttavia la nostra crema solare va spalmata con una certa frequenza per potere essere certi che faccia bene il suo lavoro. L’articolo qui suggerito è di facile reperibilità, ma il flacone ha una dimensione davvero molto ridotta (50 ml). Se rapportato alla grandezza della boccetta il suo prezzo diventa quindi un po’ eccessivo.

In sintesi:

adatto a: pelli grasse e miste, a fototipi chiari

vantaggi: protezione particolarmente elevata, capacità di prevenire la formazione di macchie solari e di evitare fenomeni di invecchiamento cutaneo precoce, rapidità di assorbimento, possibilità di utilizzare la crema solare anche come base per il trucco, funzione fortificante e lenitiva, alta resistenza all’acqua ed al sudore, parabeni assenti, facile reperibilità, ricetta anallergica

svantaggi: necessità di ripetere frequentemente l’applicazione, rapporto quantità-prezzo sfavorevole

2) Hawaiian Tropic Silk Hydration Lotion

Vuoi comprare un prodotto contraddistinto da un ottimo rapporto quantità-qualità-prezzo? Beh, Hawaiian Tropic Silk Hydration Lotion è quello che fa per te. Si tratta di una crema solare che può garantirti un buon livello di protezione, capace di durare anche per qualche ora, e che, una volta assorbita dalla cute, lascia sulla pelle una piacevole sensazione di morbidezza. Tale sensazione di idratazione può persistere nel tempo sino alle 12 ore, o anche un po’ meno se vogliamo lasciar perdere quanto scritto sul flacone ed attenerci a previsioni leggermente più realistiche. In ogni caso possiamo parlare di un effetto a lunga durata.

Il filtro 30+ si adatta perfettamente ai fototipi normali (in commercio esistono comunque anche le versioni 15+ e 50+) e vede nell’octocrylene il suo principio attivo per eccellenza. Ad esso si affianca poi l’avobenzone. Come ben sai, ne abbiamo già parlato diffusamente altrove, entrambe le molecole citate appartengono al gruppo delle sostanze a basso rischio tossicologico ed ad alto potere filtrante. Tuttavia l’avobenzone, non brilla certo per fotostabilità: da qui la necessità di rinnovare l’applicazione della nostra crema solare ogni due ore circa.

Il prodotto da noi suggerito si caratterizza poi per una profumazione intensa ed intrigante, estiva e genericamente molto apprezzata dagli utenti. Hawaiian Tropic Silk Hydration Lotion non unge e resiste all’azione dell’acqua anche per 80 minuti consecutivi. Purtroppo però nella sua formulazione sono presenti anche dei parabeni, sostanze per niente amiche della salute.

In sintesi:

adatto a: tutti i tipi di pelle, a fototipi normali

vantaggi: ottimo rapporto quantità-qualità-prezzo, effetto idratante a lunga durata, possibilità di scelta tra vari livelli di protezione (15+, 30+, 50+), utilizzo di filtri solari non dannosi alla salute, profumazione gradevolissima, alta resistenza all’acqua ed al sudore

svantaggi: INCI migliorabile (presenza di parabeni), necessità di ripetere frequentemente l’applicazione

3) Blue Lizard Sensitive Sunscreen

Blue Lizard Sensitive Sunscreen è un ottimo prodotto: non a caso molti dermatologi lo consigliano puntualmente ai loro pazienti con il pallino della tintarella. La formulazione è in questo caso decisamente delicata e del tutto priva di elementi chimici potenzialmente nocivi alla salute. Il principio attivo è stavolta rintracciabile nell’ossido di zinco, elemento capace di formare sulla pelle una vera e propria barriera. La protezione assicurata da questo prodotto rientra nella fascia media, parliamo di una 30+ , e come tale può dirsi adatta ai fototipi normali.

La casa produttrice consiglia di utilizzare l’unguento già una trentina di minuti prima rispetto al momento in cui ci si stenderà al sole in modo da potenziarne l’efficacia. Il prodotto assicura un’ottima protezione da arrossamenti, scottature e macchie. Inoltre resiste alla perfezione all’azione erosiva di acqua e sudore. In commercio esiste poi anche una versione del cosmetico ideata per i bambini: la Blue Lizard Sensitive Sunscreen Baby, anch’essa pensata per garantire una protezione da 30+.

Una chicca: il flacone di questa crema solare è stato trattato per diventare blu se sottoposto al minimo contatto con i raggi UV. Diversamente, al chiuso ed al buio, ha un colore bianco brillante. Osservando il flaconcino insomma ti renderai conto che spesso è il caso di mettere la protezione solare anche se le condizioni atmosferiche sembrerebbero indicare una condizione di basso rischio per la pelle. Quello qui proposto è in conclusione un ottimo articolo, il cui prezzo forse è un tantino alto. Stavolta però il flacone ospita 250ml di prodotto.

In sintesi:

adatto a: tutti i tipi di pelle, a fototipi normali ed bambini se si acquista la versione baby

vantaggi: prodotto consigliato dai dermatologi, formulazione delicata e poco chimica, protezione da eritemi, scottature e macchie solari, alta resistenza ad acqua e sudore, flacone rilevatore della presenza di raggi UV

svantaggi: prezzo medio-alto

4) Piz Buin Moisturising Sun Lotion

Piz Buin Moisturising Sun Lotion è, senza mezzi termini, una crema solare da centro commerciale. Si tratta quindi di un prodotto di facile reperibilità, senza dubbio, ma anche di un articolo che non mira di certo a raggiungere altissimi standard qualitativi. Insomma: tra le creme solari più economiche e di fortuna abbiamo pensato di selezionare la migliore, non si sa mai.

La formulazione di questo unguento è pensata per limitare il più possibile ogni reazione allergica probabilisticamente connessa all’uso della crema solare. I filtri utilizzati, parliamo di SPF 30 adatti a fototipi normali, appartengono per fortuna all’ultima generazione di molecole schermanti adoperate in ambito cosmetico e sono tutto sommato abbastanza stabilizzati. Inoltre riescono a proteggere la cute sia dai raggi UVA che dai raggi UVB. In poche parole, per almeno un paio di ore dalla prima applicazione, non sarà necessario cospargersi ripetutamente di crema solare.

Alcuni elementi presenti nell’INCI sono purtroppo molto dannosi per l’ambiente e, non a caso, in alcuni stati (per esempio il Canada) sono stati del tutto banditi dai laboratori cosmetici. Tra l’altro si registra anche il ricorso a PEG e siliconi,  sostanze non proprio utilizzabili a cuor leggero. Nell’insieme comunque quello qui proposto è un buon prodotto, una crema che non ti farà tornare a casa spellata o scottata. La sua texture poi ha una consistenza piacevole e si lascia spalmare con facilità. Piz Buin Moisturising Sun Lotion si adatta all’uso su qualsiasi tipo di pelle, non unge ed ha un prezzo veramente basso.

In sintesi:

adatto a: tutti i tipi di pelle, a fototipi normali

vantaggi: facile reperibilità, protezione ad ampio spettro, texture piacevole e facile da spalmare, non unge, prezzo affare, non è necessario riapplicare spesso il prodotto

svantaggi: INCI migliorabile, prodotto poco green, possibili reazioni allergiche

5) Bionike Defence Sun Baby&Kid

Come avrai sicuramente intuito, Bionike Defence Sun Baby&Kid è un prodotto destinato soprattutto ai più piccoli. Non devi stupirti quindi che la protezione sia molto alta, un bel 50+. Più che un solare vero e proprio quello proposto è un latte spray: semplice e veloce da schizzare sui bimbi che proprio non vogliono saperne di stare fermi sotto l’ombrellone a lasciarsi impiastricciare da mamma e papà! Tra l’altro quello qui suggerito è un cosmetico testato anti sabbia, altro dettaglio che contribuisce a renderlo un prodotto a prova di bambino. La presenza di un comodo tappo dosatore torna utile poi per evitare sprechi, cosa che con i più piccoli si verifica con una certa facilità.

Il filtro solare utilizzato in questo caso fa capo alla tecnologia Network Expert, un nuovo sistema di schermatura che ha già raccolto molti consensi tra gli addetti ai lavori e che garantisce una protezione ad ampio spettro contro i raggi UVA ed i raggi UVB. Nella ricetta sono inoltre incluse anche delle sostanze aventi funzione idratante ed altre che si attivano al contatto con la pelle per ostacolare l’azione dei radicali liberi e per opporsi in generale al processo di invecchiamento cellulare.

Bionike Defence Sun Baby&Kid è un ottimo prodotto, pensato sicuramente per i bimbi, ma adatto anche agli adulti, specialmente a quelli la cui pelle sia particolarmente sensibile o chiara. Apprezzabile è in questo caso anche il rapporto quantità-qualità-prezzo vantato dal nostro cosmetico. Insomma: non ci sono motivi validi per non provarlo!

In sintesi:

adatto a: tutti i tipi di pelle (anche i più sensibili), a fototipi particolarmente chiari, ai bambini

vantaggi: facile applicazione, formula anti sabbia, tappo anti-spreco, filtri solari potenti e capaci di garantire una copertura ad ampio spettro, funzione idratante ed antiossidante, ottimo rapporto quantità-qualità-prezzo

svantaggi: trattandosi di un latte solare spray potrebbe non essere sempre facile controllare la direzione del getto o essere certi che abbia raggiunto una data porzione di pelle

6) Australian Gold Spray Sunscreen Instant Bronzer

Appartieni alla categoria delle super fortunate naturalmente dotate di una bella carnagione ambrata? Australian Gold Spray Sunscreen Instant Bronzer è un prodotto a bassa protezione, un SPF 15 per intenderci, e fa quindi al caso tuo. Questo cosmetico riesce a garantire un buon livello di isolamento dai raggi UV e, sin dai primi minuti di utilizzo e dalle primissime applicazioni, conferisce alla pelle un piacevolissimo colore bronzato.

Ciò si deve alla presenza nella formula di principi attivi autoabbronzanti. Parole di lode merita anche la texture: piacevole al tatto, facile da spalmare e capace di assorbirsi in pochissimo tempo. Nell’INCI sono inclusi poi filtri solari ad ampio spettro, ma anche sostanze antiossidanti ed elementi che possano stimolare la produzione interna di melanina.

Ogni medaglia ha però un suo rovescio. Parlando ancora di formulazione non possiamo non notare come le prime posizioni dell’INCI siano occupate da filtri solari quali l’octinoxate e l’oxybenzone. Si tratta, come ormai sai bene, di molecole ad alto impatto tossicologico. Tra l’altro questi due elementi possono mettere in serio pericolo l’equilibrio dell’ecosistema acquatico e della natura in genere.

In più dobbiamo dire che, proprio per l’aggressività della formula, sarebbe meglio evitare l’uso del cosmetico sulle pelli sensibili, da parte dei soggetti allergici o affetti da problemi ormonali e persino durante la gravidanza e l’allattamento. Australian Gold Spray Sunscreen Instant Bronzer però non contiene parabeni, paraffina ed alcol. Il suo prezzo infine rientra nella fascia medio-alta.

In sintesi:

adatto a: pelli normali, a fototipi scuri

vantaggi: filtri solari ad ampio spettro, capacità di brunire la pelle con effetto bronze, texture piacevole al tatto ed a rapido assorbimento, effetto immediato, facilità d’uso, azione antiossidante e stimolante della produzione di melanina, assenza nella formulazione di parabeni, paraffina ed alcool

svantaggi: INCI migliorabile, formulazione poco green, ricetta non adatta all’uso sulle pelli sensibili, prodotto sconsigliato ai soggetti allergici, affetti da problemi ormonali ed alle donne incinta o in fase di allattamento, prezzo medio-alto

 

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